8 maggio

Giorno della Vittoria

Quando il mondo lottava contro la tirannia nazifascista, l’Esercito Brasiliano inviò i suoi soldati, provenienti da ogni angolo del Paese, per affrontare, in suolo europeo, la più grande macchina da guerra conosciuta al mondo.

Si istituì cosi la Forza di Spedizione Brasiliana, la FEB. Il Cobra fumò...!

Le nostre truppe vinsero la sfida della preparazione veloce prima del trasferimento al Teatro di Operazioni Europeo, dove nei pattugliamenti, nelle incursioni e nei combattimenti, superò tutte le aspettative, imponendosi con morale, coraggio, disciplina e tattica affinatasi contro l’esperto esercito tedesco che, nel terreno montuoso, aveva disposto una salda linea difensiva fortificata.

Portando tra gli Appennini innevati l’anima brasiliana, i Pracinhas, di origini umili, rispettando il prossimo, con ineffabile simpatia e determinazione portarono a compimento ogni missione con singolare coraggio e valore. Amalgamati dalla tempra più forte e dall’esempio dei propri avi, questi eroi non furono pavidi davanti un nemico impietoso e temuto.

Erano dei semplici brasiliani che sopportarono le difficoltà dell’allontanamento dai propri cari e dal proprio Paese, l’inclemenza dell’inverno delle Alpi ed il dolore della perdita, tra i campi di battaglia, dei fratelli in Arme.

Pracinhas che, con generosità e spirito umanitario, portarono la speranza tra il popolo italiano sofferente.

Pracinhas che conquistarono il rispetto degli eserciti alleati e di quanti condivisero con loro momenti di sacrificio e di privazioni. Furono molti i figli di questo Paese que offrirono la propria vita affinchè oggi godessimo di una Patria sovrana e libera.

Gesta eroiche come gli intensi combattimenti di Collecchio, Fornovo, Monte Castello, Montese, Porretta Terme, Bella Vista, La Sierra, Monte Prano e Zocca non potranno mai essere dimenticati dalla memoria nazionale.

Oggi, uniti nel cuore, eleviamo i nostri pensieri di ammirazione e gratitudine verso coloro che caddero combattendo per la nostra libertà.

Che le nuove generazioni non vengano private del diritto di conoscere la verità della nostra lineare traiettoria storica, che racchiude le gesta coraggiose di uomini e donne, che uniti nelle cause più degne, propagarono in suolo straniero la fibra del soldato brasiliano, la sua fede ed i suoi valori più sacri.

Che il nostro popolo perpetui l’evidenza che compete a quei brasiliani che, nel sacrificio della guerra, si distinsero per il sentimento di amor Patrio e per l’eroismo.

Parlare della Forza di Spedizione Brasiliana è rendere omaggio agli stessi eroi, da Caxias al Sergente Max Wolf, all’Aspirante Mega e ai quattrocentosessantacinque pracinhas caduti in Italia. È identificare la stessa anima che nacque a Guararapes, passò per Tuiuti e che arrivò a Monte Castello, Castelnuovo e Montese. È l’Esercito di sempre, con gli stessi valori e le stesse sfide; la stessa forza spirituale che li spinge in questo momento ad Haiti o nella Comunità di Maré, proteggendo vite e garantendo alle persone il diritto di sognare un futuro migliore.

Felice il paese che nella sua gente trova gli eroi per elevare la condizione del futuro, consapevole del fatto che le proprie conquiste si basano su pilastri solidi, il coraggio e l’onestà, ottenuti a costo di sacrifici e di sangue.

Che questo ricordi gli insegnamenti lasciati da un’Istituzione Nazionale Permanente, garantita dalla stessa spada invicta brandita da Caxias, animata ora dalla solida fiducia del popolo da cui proviene e al quale è al servizio.

Congratulazioni Pracinhas dell'Esercito Brasiliano!
"La pace, la vogliamo con fervore, la guerra ci causa solo dolore; tuttavia, se la Patria amata un giorno sarà oltraggiata, combatteremo senza paura (...) "

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