19 Aprile – “Dia do Exército”

Ordine del Giorno

La sicurezza collettiva degli insediamenti umani è evoluta nel tempo, e con essa l’incarico di proteggere la vita e la libertà di far propria la custodia dei legami psicologici collettivi, è sintesi del sentimento di nazionalità, di quel seme sacro che fa germinare, simultaneamente, la nazione e il suo esercito.

Nella nostra storia, l’evento di Guararapes riflette emblematicamente questo processo. Nel milleseicentoquarantacinque, i capi dell’insurrezione Pernambucana luso brasiliani, che mal tolleravano la presenza olandese nella costa del nordest (del Brasile), firmarono l’impegno di lotta per espellere gli invasori ed il proclama:

Noi sottoscritti, a servizio della libertà, insieme giuriamo e promettiamo, per tutto il tempo necessario e con il pieno aiuto di beni e persone, di non sottrarci al dovere e di affrontare tutti i rischi che si potranno presentare contro qualsiasi nemico per il ripristino della nostra Patria…”.

Per la prima volta, il concetto di Patria veniva utilizzato nell’allora colonia, esprimendo l’identità dell’intento che li univa.

Patria, che secondo Rui Barbosa “è il cielo, il suolo, il popolo, la tradizione, la coscienza, la casa, la culla dei figli e il sepolcro degli avi”. Patria, vocabolo che si trova un’unica volta nella Costituzione Federale (del Brasile), significativamente associato all’esistenza ed al compito delle Forze Armate. Patria, il cui significato si vede frequentemente dimenticato nella dinamica degli accadimenti che agitano il paese.

L’epopea di Guararapes, che oggi celebriamo, ha amalgamato intorno al nascente sentimento di nazionalità neri, bianchi ed indigeni, quei gruppi etnici che sono la matrice del nostro popolo, portandoli, armi in pugno, a difendere quella terra che già identificavano e amavano come propria patria.

In quel lontano milleseicentoquarantotto, veniva creato il germe della brasilianità e le cosiddette Guerre Brasiliche, ossia il modo brasiliano di fare la guerra, che, con bravura ed ingegno, fu capace di superare una delle maggiori potenze militari del diciassettesimo secolo.

Nasceva cosi l’Esercito Brasiliano.

Da cosa è composto questo Esercito?

È fatto dalla tempra dei suoi eroi, da João Fernandes Vieira, André Vidal de Negreiros, Felipe Camarão e Henrique Dias, a Guararapes, proseguendo con quanti versarono il proprio sangue durante la Guerra di Indipendenza, nelle rivoluzioni del periodo della reggenza, nelle lotte nel Prata, a Caiena, a Tuiuti, a Monte Castello, a Canudos e Contestado, nell’Acre, in Haiti, per pacificare comunità indigenti delle grandi città e nell’essere disposti a farlo nuovamente, ogni qualvolta la Patria lo richieda.

È fatto dal ruolo ricoperto negli accadimenti che delineano la traiettoria storica del paese.

È fatto dallo spirito democratico che lo ha mosso a combattere i totalitarismi del ventesimo secolo.

È fatto dagli esempi dei propri patroni e dalla tempra di statista e soldato di Caxias.

È fatto dal sudore di quanti, da sempre, contribuiscono allo sviluppo del paese.

È fatto dallo spirito umanitario di quanti che, sin dai tristi fatti delle endemie del secolo scorso, rischiano la salute e la propria vita nel combattere i vettori di propagazione.

È fatto dalla solidarietà che lo incentiva a distribuire l’acqua a quattro milioni di compatrioti afflitti dalla siccità nel nordest (del paese) e da quanti prestano l’assistenza di base agli abitanti di aree remote in Amazzonia.

È fatto dal senso di responsabilità di coloro che proteggono l’ambiente ed i fratelli indigeni.

È fatto da coloro che pattugliano i diciassettemila chilometri di frontiera, garantendo l’integrità territoriale e che, allo stesso tempo, reprimono gli illeciti che affliggono la popolazione dei grandi centri urbani.

È fatto dal processo di modernizzazione e trasformazione, in cui la scienza e la tecnologia si aggregano come moltiplicatore delle capacità necessarie all’Esercito di un Brasile potente.

È fatto da quanti si preparano per operare durante i giochi olimpici, mossi dallo stesso entusiasmo ed impegno con il quale hanno reso possibile il successo di grandi eventi precedenti.

È fatto dai valori essenziali della nazionalità brasiliana, custoditi gelosamente e con tenacia come una fiamma sacra.

È fatto da semplici brasiliani che hanno fatto propria la vocazione di servire e della grandezza di quanti sono orgogliosi della professione di soldato.

È fatto dal grado di affidabilità e credibilità con il quale la Nazione lo identifica, insieme alla Marina ed all’Aeronautica.

Questo è l’Esercito Brasiliano, che in questo momento non si lascia abbattere dalle difficoltà materiali imposte da restrizioni di bilancio che non corrispondono alla nobiltà della professione.

Esercito che, come istituzione dello Stato, tra la crisi che affligge il paese, è guida nel preservare la stabilità e la pace sociale, convinto che siano condizioni essenziali affinché le istituzioni, nell’esercizio legittimo delle proprie competenze, indichino il cammino da seguire.

Esercito unico e invitto, “L’Esercito della Nazione Brasiliana”.

Brasilia, Distretto Federale, 19 aprile 2016

Generale di Corpo d’Armata Eduardo Dias da Costa Villas Bôas

Comandante dell’Esercito

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